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M. Maria Elena Pieri

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Il Santuario

Il Santuario della Madonna del Divino Amore sorge sulla Via Ardeatina, a circa 12 km da Roma, in una zona dell’Agro Romano che è chiamata Castel di Leva ed ha una storia molto antica. La sua notorietà è legata all'affresco posto su una delle torri della castello raffigurante la Madonna seduta in trono, con in braccio il Bambino e una colomba discendente su di Lei, quale simbolo dello Spirito Santo. Sotto questa effige le cronache narrano sia avvenuto un miracolo.

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Il primo miracolo

Nel 1740 un pellegrino di cui, purtroppo, non conosciamo il nome  e che 

aveva come meta Roma, giunge dei pressi del Castel di Leva. Qui, nel 

mezzo dell’Agro Romano e della campagna presto si smarrisce e, 

mentre cerca di orientarsi, avvicinandosi ai ruderi del castello medievale

per chiedere informazioni ai pastori che dimoravano nei dintorni, viene

aggredito da un branco di cani. Mentre tenta disperatamente di mettersi 

in salvo, si guarda intorno, atterrito e alzando gli occhi al cielo, per 

chiedere aiuto, vede l’immagine della Madonna con il Bambino. Subito invoca il suo aiuto gridando “Grazia, Madonna!” e la Vergine interviene, i cani rabboniti, quasi frenati da qualcosa di invisibile e il pellegrino è salvo: può giungere sano e riconoscente alla tomba di san Pietro, dove racconterà il miracolo di cui è stato protagonista e spettatore. Siamo nella primavera del 1740: la notizia di bocca in bocca si propagò immediatamente sia tra gli abitanti della zona, sia a Roma ed iniziò così un grande pellegrinaggio di fedeli. Per questa grandissima affluenza di romani, e non, sul posto, il Vicariato della città decise di non lasciare più all’aperto l’icona della Madonna: il 5 settembre 1740 la Vergine con il Bambino fu trasferita dapprima nella chiesa di S. Maria ad Magos, nella vicina tenuta della Falconiana e successivamente in una chiesa costruita ad hoc nei pressi del torre, che da quel momento in poi verrà ricordata come “la torre del primo miracolo”.

Il secondo miracolo

Nel 1944 gli eventi bellici resero necessario il trasferimento dell’affresco della Madonna a scopo precauzionale e così il 24 gennaio venne trasportato prima nella Chiesa di S. Lorenzo in Lucina a Roma e poi nella chiesa di S. Ignazio a Campo Marzio: qui il 4 giugno 1944 i romani chiesero la salvezza della città, facendo voto di innalzare un nuovo santuario e di realizzare un’opera di carità in suo onore. La Madonna ascoltò i fedeli e Roma fu liberata dagli invasori: l’11 giugno 1944 Papa Pio XII, circondato da una folla immensa rivolse, dal pulpito di S. Ignazio, le sue parole di ringraziamento alla Madonna e le conferì il titolo di “Salvatrice dell’Urbe”. Il 12 settembre la Madonna fece ritorno al Santuario, scortata da un’onda di folla lungo tutto il percorso.

Il nuovo Santuario

Per vedere realizzato il nuovo Santuario, i romani e i fedeli tutti dovettero aspettare ancora molti anni: solo alla fine del secolo, durante il Giubileo del 2000, indetto da Papa Giovanni Paolo II, venne sciolto il voto fatto nel 1944. Il Pontefice, infatti, consacrò la nuova chiesa realizzata ai piedi della collina, fuori dalle antiche mura,  progettato dal frate francescano e sacerdote Padre Costantino Ruggeri.